Šamorín
Il grande riquadro militare italiano e la commemorazione annuale dei Caduti.
Cimiteri, monumenti e luoghi nei quali la Sezione ha cercato, visitato e ricordato i Caduti italiani.
Il grande riquadro militare italiano e la commemorazione annuale dei Caduti.
Il cimitero dei prigionieri di guerra e la memoria dei militari italiani.
Ricerca negli archivi e visita ufficiale delle delegazioni del Raduno Europeo.
Il Cimitero Militare Internazionale e la commemorazione dei Caduti italiani della Grande Guerra.
Il cimitero militare di Petržalka-Kopčany e i suoi Caduti italiani.
Un importante cimitero della Grande Guerra, oggi Monumento Culturale Nazionale.
Il mausoleo di Štefánik e la memoria dei due aviatori italiani sepolti con lui.
Un luogo nel quale le tracce materiali delle sepolture italiane sono quasi scomparse.
La ricerca che ha permesso di ritrovare il luogo di sepoltura di un Caduto italiano.
Il riquadro militare italiano del cimitero comunale di Šamorín custodisce la memoria dei militari italiani morti durante la Prima Guerra Mondiale, internati nelle strutture di prigionia della regione.
La stele in marmo posta al centro del riquadro riporta la scritta: “RIQUADRO MILITARE ITALIANO 1915–1918 – QUI RIPOSANO 1992 CADUTI”.
Il luogo è stato oggetto nel corso degli anni di diversi interventi di sistemazione e manutenzione ed è oggi uno dei più importanti luoghi della memoria italiana in Slovacchia.
Per la Sezione ANA Slovacchia, Šamorín rappresenta un appuntamento particolarmente significativo: ogni anno, il 1º novembre, partecipiamo alla cerimonia commemorativa in ricordo dei Caduti italiani.
Il cimitero militare di Dunajská Streda, nella zona di Malé Blahovo, è uno dei luoghi della memoria legati ai prigionieri di guerra della Prima Guerra Mondiale.
Il cimitero nacque in relazione al campo di prigionia attivo nella zona tra il 1914 e il 1918, dove furono detenuti militari di diverse nazionalità. Tra loro vi erano numerosi soldati e ufficiali italiani, morti durante la prigionia.
All'interno dell'antico cimitero si trova anche una piccola cappella greco-cattolica, realizzata direttamente dai prigionieri di guerra.
Dopo un lungo periodo di abbandono e degrado, il cimitero è stato completamente recuperato e nuovamente inaugurato nel novembre 2014, anche grazie al contributo del Ministero della Difesa italiano – Onorcaduti.
La Sezione ANA Slovacchia ha visitato il cimitero in due occasioni, rendendo omaggio ai militari italiani che qui trovarono la morte lontano dalla propria patria.
Il riquadro militare del cimitero municipale di Levoča custodisce la memoria dei militari caduti durante i due conflitti mondiali. Nell'area monumentale si trova anche il monumento dello scultore slovacco František Gibala, raffigurante un soldato colpito.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Levoča, allora Leutschau nell'Impero austro-ungarico, ospitava strutture ospedaliere militari e presidi di retrovia. In questo contesto furono presenti anche prigionieri di guerra e militari italiani.
Per la Sezione ANA Slovacchia, Levoča è stata oggetto di un particolare lavoro di ricerca. In preparazione del 4º Raduno degli Alpini in Europa, svoltosi negli Alti Tatra nel 2024, la Sezione ha effettuato più visite al cimitero e ha consultato gli archivi locali, alla ricerca di documentazione e tracce della presenza dei Caduti italiani.
Nel corso del Raduno, il cimitero di Levoča è stato inoltre visitato ufficialmente dalle delegazioni partecipanti, trasformando il lavoro di ricerca degli anni precedenti in un momento collettivo di memoria e di omaggio.
Il Cimitero Militare Internazionale di Milovice, nella località di Mladá, è uno dei luoghi più importanti della memoria dei prigionieri di guerra italiani della Prima Guerra Mondiale in questa parte d'Europa.
Durante la guerra Milovice ospitò un grande complesso di campi per prigionieri. Dopo l'ingresso dell'Italia nel conflitto vi furono internati migliaia di militari italiani; un documento del gennaio 1918 registra oltre 15.000 prigionieri italiani presenti nei campi di Milovice. Fame, freddo, malnutrizione ed epidemie provocarono un numero elevatissimo di vittime.
Le fonti riportano numerazioni leggermente diverse, ma il dato comunemente utilizzato è quello di oltre 5.000 militari italiani sepolti nel cimitero. Il complesso è oggi un cimitero militare internazionale, nel quale riposano anche militari di numerose altre nazionalità.
Il grande monumento centrale ricorda i prigionieri italiani caduti. Dopo decenni nei quali l'area militare di Milovice fu fortemente limitata e il cimitero subì un progressivo degrado, il sito è stato recuperato e valorizzato. Tra il 2003 e il 2004 furono sostituite le vecchie croci e vennero sistemati il terreno, il verde e la recinzione, con il contributo del Ministero della Difesa italiano.
Il 21 ottobre 2023 la Sezione ANA Slovacchia ha partecipato alla cerimonia presso il Sacrario Militare di Milovice insieme ad altre Sezioni ANA e agli alpini residenti nella Repubblica Ceca. Erano presenti l'Ambasciatore d'Italia a Praga S.E. Mauro Marsili, autorità civili e militari ceche e italiane e le rappresentanze delle Sezioni di Slovacchia, Belluno e Conegliano.
Il cimitero militare di Kopčianska, ufficialmente Vojenský cintorín v Petržalke-Kopčanoch, si trova nella parte sud-occidentale di Petržalka, a Bratislava.
Il cimitero venne istituito nel 1916 come ampliamento del vicino lazaretto militare austro-ungarico, dove venivano curati soprattutto i soldati gravemente feriti o ammalati.
Qui riposano 331 Caduti della Prima Guerra Mondiale, appartenenti a diverse nazionalità. Tra questi sono presenti 11 militari italiani.
Dopo un lungo periodo di abbandono, il cimitero è stato completamente restaurato nel 2007, recuperando l'impostazione originaria dell'area e le file ordinate delle croci.
Nelle immediate vicinanze si trova inoltre il B-S 8 “Hřbitov”, una fortificazione cecoslovacca costruita negli anni Trenta e oggi museo militare.
La Sezione ANA Slovacchia vi rende omaggio solitamente il 1º novembre, dopo la cerimonia di Šamorín, oppure in occasione di altre visite durante l'anno.
Il cimitero militare di Trenčín-Kubrá, conosciuto anche come Zábranie, è uno dei più importanti luoghi di memoria della Prima Guerra Mondiale in Slovacchia.
Il cimitero fu istituito nel 1915, in relazione all'ospedale militare austro-ungarico di Trenčín. Qui venivano curati soldati feriti e militari colpiti dalle gravi epidemie che durante la guerra affliggevano le strutture militari e i campi di prigionia.
Tra i 771 militari di nove nazionalità sepolti nel cimitero vi sono 24 soldati italiani, prigionieri di guerra morti tra il 1915 e il 1918.
Dopo decenni di abbandono, il cimitero è stato oggetto di un importante intervento di recupero e restauro tra il 2014 e il 2018, realizzato con la collaborazione del Klub generálov SR e dell'Istituto di Storia Militare slovacco.
Per la Sezione ANA Slovacchia, Kubrá rappresenta uno dei luoghi nei quali rendere omaggio ai Caduti italiani. La Sezione vi accede, non tutti gli anni, in occasione della commemorazione dell'11 novembre, su invito del Klub generálov SR.
Sulla collina di Bradlo, presso Brezová pod Bradlom, sorge il monumentale mausoleo dedicato al generale Milan Rastislav Štefánik, una delle figure fondamentali della storia slovacca.
Štefánik morì il 4 maggio 1919, precipitando nei pressi di Ivanka pri Dunaji mentre rientrava in Slovacchia dall'Italia a bordo di un aereo militare italiano. Con lui persero la vita i tre membri italiani dell'equipaggio.
Oggi, all'interno del mausoleo, riposano insieme a Štefánik il sergente Umberto Merlino e il soldato Gabriele Aggiunti. Il tenente Giotto Mancinelli Scotti, inizialmente sepolto a Bradlo, fu invece esumato nel 1921 e rimpatriato in Italia.
Il monumentale mausoleo, progettato dall'architetto slovacco Dušan Jurkovič, fu inaugurato nel 1928. I suoi quattro grandi obelischi ricordano simbolicamente le quattro vittime della tragedia e rappresentano inoltre le quattro nazioni maggiormente legate alla vita e all'attività di Štefánik.
Per la Sezione ANA Slovacchia, Bradlo rappresenta un luogo particolare della memoria italiana in Slovacchia. La Sezione vi si reca saltuariamente, di propria iniziativa, per rendere omaggio ai due militari italiani che riposano nel mausoleo.
Il ricordo della tragedia è legato anche a Ivanka pri Dunaji, luogo in cui precipitò l'aereo. La Sezione partecipa saltuariamente anche alle cerimonie commemorative che si svolgono a Ivanka pri Dunaji.
Il cimitero militare di Veľký Meder, località storicamente conosciuta anche con il nome ungherese di Nagymegyer, è legato alla storia di uno dei più grandi campi di prigionia della Prima Guerra Mondiale presenti sul territorio dell'attuale Slovacchia.
Nel campo furono internati migliaia di prigionieri. Le durissime condizioni di vita e le epidemie provocarono un elevatissimo numero di vittime. Nel cimitero furono sepolti 5.464 soldati serbi e montenegrini, 240 italiani e 72 russi.
I 240 militari italiani, prigionieri di guerra, morirono durante la prigionia tra il 1917 e i primi mesi del 1918, principalmente a causa delle malattie e delle condizioni di vita del campo.
La storia del cimitero ha però avuto un destino diverso per le varie nazionalità. Mentre il settore dove erano sepolti Serbi, Montenegrini e Russi è stato successivamente recuperato e monumentato, la parte destinata alle sepolture italiane venne cancellata durante il periodo socialista e l'area fu progressivamente interessata dall'edificazione urbana.
Oggi, a testimonianza della presenza dei 240 Caduti italiani, rimane una lapide commemorativa posta all'ingresso del cimitero.
Accanto alla ricerca storica, la Sezione continuerà a dedicare attenzione ai luoghi dei Caduti e alle iniziative di commemorazione, perché la memoria rimanga una presenza viva.